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Sociale 10 settembre 2008 · lettura 1 min · 3733 letture

L'alba lo accarezzò sulla panchina

Angela 964 poesie pubblicate
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Non fu certo solo per il vizio del bere come malignò la gente del quartiere, nemmeno per le pasticche o la marijuana che pur conobbe in quella sua vita strana. . Forse egli morì perché era giunta l'ora in quel parco gelato ch'era la sua dimora. Lì dove conobbe il degrado e la follia e lo spettro crudele della sua malattia. . Rassegnato a fare la vita del pezzente e a mangiare grazie alla pietà della gente l'alba lo accarezzò morto sulla panchina. Ci fu un insolito via vai quella mattina... . Al suo posto ora dorme un'altro barbone coperto da qualche straccio ed un cartone. Speriamo che mai ci sia un giorno in cui si trovi morto su quella panchina pure lui!
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L'autore
Angela

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Commenti (6)

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Rosy Marchettini10 settembre 2008

Poesia - denuncia. Versi veritieri. Quanta povera gente mure sulle panchine delle città senza che nessuno veda o senta nulla. Piaciutissima anche per il tema trattato... l'indifferenza e la povertà di quelle persone che forse son angeli e nessuno lo sa. Bellissima

mp47pasquino10 settembre 2008

Bellissima poesia che narra la filastrocca della vita, di chi errante tribola e muore solo come un mendicante.

Berta Biagini10 settembre 2008

Verità cruda in questi versi che riescono benissimo ad addentrarsi nell'anima di questa povera gente che aspetta solo che qualcuno dall'Alto li chiami. Purtroppo nessuno mai sprecherà una lacrima per loro, solo quel cartoccio di vino che tentennando verserà una goccia a ricordo.

dire che è bella è poco, trascina il lettore, molto piaciuta

Antonio Biancolillo10 settembre 2008

Arriva un momento che non hai più sceltee parecchi si ritrovano esausti a rimanere soli sulla casa della panchina...

Carlo Sorgia11 settembre 2008

molto triste ma di una realtà cruda. Purtroppo ...è la vita