A mio nonno
E' in te,
nelle tue braccia di cenere celeste,
che urla la mia carne,
intero, il suo dolore.
Fuggono i ricordi
nelle tane buie,
nient'altro galleggia sul cuore
se non polvere di pillole,
parole inutilmente sussurrate
e l'acqua sporca di un addio.
Sul tuo orologio fermo,
lenta, si allunga
la macchia nera della tristezza.
Ho bisogno che si plachi,
qualche volta,
che cada, più umida del pianto,
nel centro del mio essere.
E ho bisogno
dell'ostinata radice dell'uomo
che fu morso nel petto
e sconfitto solo dalla morte.
Vorrei che Dio
si accorgesse del suo errore
e, pentito, potesse continuare
la tua vita nella mia.
E vorrei poterti piangere,
al riparo dai rancori,
sulle torri orgogliose
che ressero il mio amore
e che porteranno
per sempre
l'impronta buona
dei tuoi baci.
©
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L'autore
Whiterose
Volevo dire che io la voglio, la vita, farei qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c'è, tanta da impazzirne, non importa, posso anche impazzire ma la vita quella non voglio perdermela, io la voglio, davvero, dovesse anche fare un male da morire è vivere che voglio. da Oceano Mare (A. Ba
Commenti (2)
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V
Vera Bianchini21 aprile 2009
Cantare così l'amore per chi è stato tanto importante nella vita, è un dono prezioso. Versi stupendi.
A
Aledam21 aprile 2009
Versi in cui si consuma un dolore talora non rassegnato. Li ho trovati belli e sofferti.