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Cronaca 16 settembre 2008 · lettura 1 min · 2430 letture

Due biscotti per morire

Angela 964 poesie pubblicate
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Ai disperati sbatte in faccia i suoi lustrini questa città opulenta e ne paga lo scotto e non è per dei pasticcini od un biscotto che due persone son diventate assassini. Ma è per una mentalità becera ed ottusa che mette un uomo contro l'altro armato, noi contro quello straniero sempre odiato che aggiunge disagio alla società confusa. Nessuno sarà in grado di spiegare il perché lo straniero che a noi voleva sentirsi uguale è morto ammazzato e la sua vita non vale quanto dei biscotti da pucciare dentro il the.
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Giovane di colore ucciso a sprangate da due baristi a Milano - Fermati gli aggressori

L'autore
Angela

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Commenti (6)

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Poesia, lacerante e straziante. Sconvolgente la tematica trattata. La lirica arriva a colpire l'anima.

Rosy Marchettini16 settembre 2008

poesia - denuncia per l'omicidio commesso a Milano, da padre e figlio contro un ragazzo che aveva rubato un pacco di biscotti! Siamo arrivati al limite di ogni umana comprensione di gesti scellerati come questo. Hanno ucciso un ragazzo perché aveva rubato o perché straniero? Hanno confessato e sai che se ne fa quella madre che disperata piange per il figlio ammazzato delle confessioni di quegli assassini? brava Silvia per questa poesia! Quel ragazzo te n'è grato e tutti noi che ti seguiamo nel leggere i tuoi bellissimi scritti. -Uniamoci in preghiera per quelle anime tutte! Quella vita spezzata ha spezzato speranze straniere che in questo Bel Paese spera di trovarvi il sole!

Berta Biagini16 settembre 2008

Non posso che condividere questi versi che ci hanno fatto veramente toccare il fondo - tanto da guardarci tutti negli occhi e domandarci con timore se un domani anche noi potremmo essere capaci di questo. Pazzia, ignoranza o insofferenza?.

F
Franca Canfora16 settembre 2008

E' triste morire per un pugno di biscotti, eppure è successo, e rimane il senso di sbigottimento per una vita spezzata.

B
Benito Ciarlo16 settembre 2008

"Sappiamo che un uomo può leggere Goethe o Rilke la sera, può suonare Bach e Schubert, e poi, il mattino dopo, recarsi come niente fosse al proprio lavoro ad Auschwitz" George Steiner

La perfetta costruzione metrica non imbriglia la sonorità della denuncia, anzi, in queste rime, l'urlo d'indignazione profonda per quanto accaduto pare voglia rafforzarsi ed espandersi, come un'eco di ribellione, per raggiungere ogni angolo di questo globo paralizzato e sordo. Bella! Condivisa!