Sogno di un invalido

Salgono stradine bianche,
portano sulle montagne
dove la neve domina
le vette immacolate.
Tra dune e bianche sabbie
colgo conchiglie e ammiro
quell'immenso azzurro
che solo il mare dona.
L'aria frizzantina del mattino
mentre raccolgo funghi
tra muschio e felci
respiro e osservo.
l'azzurro di quel cielo
e un volo d'aquile a planare.
Un aquilone retto da un bimbo
alto si flette nell'immenso,
sapore di sale nell'aria
i canto del mare allo scoglio
profumo di grigliata di pesce.
Lento va a dormire il sole
che tra le palme e il mare
abbandona il suo colore.
Un trillo di telefono
sveglia il mio torpore,
steso su quel divano
ricordo solo questo
"dolce sogno strano."
©
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Commenti (4)
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Paolo Ursaia18 settembre 2008
...poesia vera. La malinconia di quel risveglio... l'ampio respiro del sogno. Molto piaciuta, intensa.
Rosy Marchettini18 settembre 2008
profonda, intensa e malinconica poesia, versi che descrivono un bel sogno! Un risveglio amaro, basta bagnarsi il volto facendo scivolare lontano la malinconia e torna il sorriso! Piaciuta
Berta Biagini18 settembre 2008
A parte le bellissime descrizioni che l'autore ci dona, il fulcro della poesia è nell'ultima strofa che con poche parole lascia tristemente immaginare la sensazione del poeta al suo risveglio. Molto molto toccante.
F
Franca Canfora19 settembre 2008
Solo un dolce sogno, fatto di immagini e sensazioni già viste e vissute, e la malinconia di ciò che è stato e che forse non può più essere. E' amaro questo risveglio, e triste è il poeta, che con in suoi versi tocca il cuore del lettore.


