Clandestino

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini
Commenti (8)
Un tema ancora attuale. Speranze svanite a volte sotto a un'ondata di burrasca o di razzismo. Così si paga lo scotto di quella disperazione e voglia di cambiamento senza riflessioni. Un pezzo di carta forse farebbe la differenza, tra la diffidenza ed emarginazione sulla percezione di abituali sicurezze di chi accoglie. Ma tanti non ci pensano o non possono, a causa di problemi anche giudiziari! Resta lo sconforto per gli aiuti che si debbono dare, non solo economici, per sconfiggere regimi totalitari che negano la democrazia, anche se non tutti (ad esempio la Tunisia) sono in rivolta! E la Com. Europea stà a guardare!
Riflessioni profonde molto condivise che affrontano un problema molto attuale e di non facile soluzione per coloro che, come clandestini, sbarcano sulla nostra penisola con lo scopo di veder fiorite le proprie speranze, fuggendo dal un luogo natio che, probabilmente, riserva loro solamente sofferenze e povertà. L'autrice ha espresso la sua sensibilità verso coloro che, nel desiderio di realizzazione di un sogno di salvezza, sono anche morti durante il tragitto per calamità naturali e, ancor peggio, sono stati sepolti dall'ondata di razzismo che dilaga nei tempi moderni. Un testo che ho ammirato per l'attenzione dell'autrice ad un problema di tragica e scottante attualità.
Traspare tanta sensibilità e bontà di sentimenti da questi versi profondi e purtroppo veri. La realtà può diventare più dura di quello che è quando è alimentata dalla diffidenza e dalla mancata accettazione dell'altro. Sogni e speranze vengono a scontrarsi contro la chiusura e le barriere poste di fronte a chi è alla ricerca semplicemente di aiuto. Basterebbero cuori più caritatevoli, ideali più grandi e mani protese con benevolenza verso questi nostri fratelli meno fortunati. Molto sentita, argomento di grande attualità (purtroppo), mi è piaciuta la chiusa perché si intravede una ventata di ottimismo e di speranza.
Da quando alla parola " Solidarietà" abbiamo contrapposto i vocaboli di " Sicurezza" tutto è diventato più... fumoso, arido ed egoista. Una cosa è certa... oltre al primo momento di accoglienza... come nazione civile abbiamo l'obbligo di dare lavori veri... più tutelati e alloggi idonei al vivere civile... perché gli immigrati sono oltre che persone... una risorsa... per una nazione... vecchia... come l'Italia. Non dobbiamo essere miopi, e vedere che ci rubano il lavoro... con visioni di ampio respiro... penso, che gli immigrati saranno determinanti per il buon funzionamento del paese. Solo cambiando atteggiamento, si creerà quel rapporto di fiducia poditivo, da ambo le parti. Poesia bella e apprezzata... !
meraviglioso e sensibile il cuore dell'autrice, sempre disposto verso i deboli, ottima poesia
in questo mondo di gelo, dove regna ipocrisia e falsità,dove l'unico credo è l'egoismo, e non si ha amore per il prossimo più prossimo, e cioè nella stessa famiglia, il clandstino non avrà un cuore che batte per lui, ma solo false parole di solidarietà, pronte a sciogliersi come neve al sole quando sarà il momento di dimostrarla coi fatti. importante tema sociale sempre attuale ben descritto in versi nell'alitare della speranza
Versi che ben descrivono la situazione, ma non è la solidarietà e l'accoglienza in terra straniera la vera soluzione di questi problemi. E non siamo di fronte ad una semplice emigrazione, ma ad un esodo per cui i problemi sono ben diversi.
Bella sempre questa poesia, nella sua tragica realtà sempre attuale con le sue verità.Grande profondità d'anima e sensibilitá sale da ogni verso fino alla chiusa. Apprezzatissima!






