L'ikebana
Al sorgere dell'avido rosa
di anni quieti e spensierati
spargevo semi senza posa
praterie di lantane odorose
nascondevano
timide mammole
spinte a lambire
salici dal suono nostalgico
e lecci maestosi
foreste di faggi
amoreggiavano con ciclamini
senza pudore
era l'Amore.
Oggi invecchiata
ho riposto i semi
in un bicchiere vuoto,
l'humus mai li accarezzerà,
e del fiore più bello dell'anima
ho fatto un ikebana
orgoglioso ed altero
nel suo vaso.
Una domanda, a tratti
balugina nel tiepido buio
d'inconfessate lacrime:
dov'è finita tutta la Gioia?
©
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Commenti (2)
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Mirella Crapanzano20 settembre 2008
Con gli anni i semi diventano splendidi arbusti e nel ricordo si costruiscono ikebana, simboli di armonia e bellezza del creato... c'è nostalgia in questa bellissima poesia, ma ancora dolcezza e bellezza da donare... la si coglie in questi versi...
Paolo Ursaia20 settembre 2008
Originale, ben scritta... armonia e bellezza, ed un interrogativo finale che brucia. Piaciuta

