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Sociale 25 settembre 2008 · lettura 1 min · 1439 letture

Il venditore di fiori

Angela 964 poesie pubblicate
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E'duro il lavoro al mercato del quartiere a vendere fiori per comprarti due chimere. La prima era quella casa nuova in periferia affitto basso, per andarci a stare con Maria. L'altra chimera che inseguivi con passione era: Conquistare al più presto la tua integrazione. Sempre in piedi ogni giorno macinando tante ore. Con la speranza a guidare la tua idea d'amore. Che sempre idea rimase e mai diventò reale. Tu eri e sei "straniero" non uno normale. Alla tua Maria dissero astiosi i genitori "Devi sposare un italiano non uno di fuori". Comprano i fiori al mercato del quartiere e tu non puoi comprarti un paio di chimere. "Straniero" senza patria per sempre rimarrai. Così è se ti sta bene o altrimenti te ne vai. Maria non sembra esserci rimasta troppo male adesso è fidanzata con un ragazzo "normale". E tu vendi ancora i fiori sulla bancarella Hai perduto i sogni ma hai la tua anima bella.
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L'autore
Angela

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Commenti (4)

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Rosa Leone25 settembre 2008

Condivido in parte Poetya, ma aggiungerei che non facciamo, anzi non fanno nulla per limitare questa delinquenza, dovrebbero metterci solo un po' più d'impegno e non giocare a scaricabarile ma qui il discorso è lungo evitiamolo... Siamo qui per commentare la poesia di Angela che ha toccato un tasto doloroso e molto vero "uno normale"dice Angela, ma cos'è poi la normalità... e proviamo ad invertire lo stato del cosidetto normale... e a pensare di svegliarci una mattina e dover partire in fretta x un Paese che nn conosci senza un lavoro né una casa, dove tutti molto probabilmente ti guarderanno con ribrezzo x la tua pelle, dove il tuo solo sogno è quello di vivere un pizzico di normalità lontano da guerre che tu non hai voluto... ect ect ect beh...

Berta Biagini25 settembre 2008

Si, siamo tutti uguali e non dobbiamo farci la guerra anche solo con uno sguardo - quello che ci dà veramente noia è il non volersi integrare come fanno tanti e da qui sorge la nostra insofferenza.

Giulia Aurora25 settembre 2008

i sogni portano lontano e le diversità fanno paura però la signorina che cede alla consueta normalità non pare abbia molto amor per lui molto bella

D
De Cepola26 settembre 2008

razzismo... una parola che nel mio vocabolario non è mai esistita... ho scritto la poesia "negro" per rimarcare l'eguaglianza di tutte le razze! Molto sentita!