La poesia che non c'è
Ferny Max Curzio
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Ormai non è che spazio
destinato al macero,
probabilmente...
Come quell'immondizia
che ci fotte l'anima
subdolamente...
Giorno a sp (i) azzare giorno,
una delusione sull'altra:
"reato consumato"...
Chi ce la farà a salvarsi
dall'onan compiaciuto
del ''logo'' patinato,
che fa degli dei sé stessi
e procura già l'estasi?
No, noo, vi prego...
E' ora di dire ''basta!'',
se un po' ci teniamo
a non partecipare
di quella stessa materia
urbanindifferenziata,
iperfallimentare...
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L'autore
Ferny Max Curzio
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