Sentinella

Nel cielo dell'alba le nuvole bigie
che scendono basse sull'ala del vento
con lembi disfatti, somigliano a vele
d'antichi naufragi nel mare del tempo
uno dorme, uno veglia
Nell'aspro del sasso due sacchi di cencio
due macchie di sporco, di grigio pastrano
uno dorme, uno veglia
La gota scarnita
rischiuma la barba nel mentre che trita
nuvole e pane
Si ferma!
La mano ripalpa la canna gelata...
riprende...
e il cuore rimastica nuvole e pane:
la morte, la vita la morte, la vita.
Lo scoppio rosseggia violento, feroce
e sibila sassi, brandelli sterpaglia...
non mastica più
s'accascia pian piano sull'altro che dorme
'''già l'ora del cambio!''
Silenzio...
''Perbacco che sonno!...s'è già addormentato! ''
uno dorme uno veglia
©
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L'autore
Silviana
penso che se il mondo fosse in mano alle donne, s'andrebbe sicuramente meglio....In secoli di storia,l'uomo 'maschio ' ha fatto guerre... per colonizzare e per esportare la così detta'democrazia'' Si sa sono poeta, e cullo questa utopia..... s.
Commenti (2)
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Mirella Crapanzano26 settembre 2008
E' un quadro di grande freddo e morte, intenso e vivido... immagini che sono lontane dal nostro mondo, ma tanto vicine a gente che vive in mezzo alla guerra, tutti i giorni... piaciuta!
Rasimaco27 settembre 2008
versi che sanno di morte, rasentano i muri del silenzio mentre la vita continua nelle sue stragi senza senso... ma per la RAGION un senso c'é: "Mors tua vita mea" ... il grigiore delle guerre. Versi stupendi che fanno riflettere.


