Ode al dolore
Infiniti spazi.
Profondi silenzi.
Vissuti per capire
Che alla fine niente
è uguale.
Infiniti sogni.
Eterne speranze.
Come ali,
Per volare controvento...
Ribellandosi,
perché alla fine
niente è spento.
E planare,
Sul suo abbraccio morbido,
sulle sue labbra morbide,
dopo una lunga assenza.
Riscoprire...
Il piacere di sentirsi a casa,
riscaldata dal suo dolce tepore,
tra i sussulti e i gemiti,
che chiamavano... amore.
©
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Commenti (1)
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B
Benito Ciarlo27 settembre 2008
La felicità è apprezzabile maggiormente se segue un periodo di tribolazioni. E' giusto, quindi, dedicar quest'ode che di felicità parla, al dolore stesso.