D'autunno

Ritrovo me stessa
Vagar tra i castagni
Carezze d'autunno
Marroni le foglie
Fiabe lontane
Di giorni passati
Coccole e pioggia
Dai vetri appannati
I primi camini
Odor di bagnato
L'aroma dei vini
Rubini e moscato
La pioggia tintinna
La spiaggia deserta
Soltanto qualcuno
Lontano la guarda
Scoppietta la legna
Il pane tostato
Ciabatte, trapunte
Caffè, cioccolato
E penso a me stessa
Cammino e mi specchio
E inciampo ancora
In uno sbaglio ormai vecchio
Mi perdo e mi trovo
A lottare con niente
Davanti all'immenso
Della natura morente
Così bella all'estremo
Del proprio saluto
Così profumata
E pronta al suo lutto
Commuove a guardarla
In quel moto eterno
Ma subito muore
Mi lascia all'inverno.
©
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Commenti (1)
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Zima29 settembre 2008
descrittiva, ma in versi ritmati che solo nella penultima strofa si perdono un po'. è dall'osservazione della natura che spesso scaturiscono profonde riflessioni, introspezioni tristi... piaciuta.
