i miei pensieri
inchiodati allo zenit
i miei pensieri svolano
limatura d'immagini svenute
tatuaggi di nuvole arrese
ti ricompongo dai quattro angoli
tridimensionale e tattile
per una carezza d'alito al cognac
profumo sorsato dei tuoi aromi
una musica si spande cappa di seta
m'arrotolo dentro le note e t'abbraccio
partitura d'archi timidi ionizzati
che mi portano i tuoi pensieri
lentamente riemergo iperventilando
la tua mancanza si fa astinenza
buco nello stomaco fame
non resisto al richiamo di nuovi piaceri
sposto i miei pensieri sul balcone
alzo il telefono compongo il tuo numero
aspetto... poi con voce agra
ti chiedo scusa
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Mariasilvia16 febbraio 2006
Bellissime parole finali... ” aspetto... che aspetti.., con voce agra, ti chiedo scusa”, è bello sapere che a volte scusarsi non è vergogna, pudore... sentirsi fragili... è forza, e, forza... sia, vai così... msilvia.
M
Mauro Zappi17 febbraio 2006
”buco nello stomaco fame”... vero... sensazione reale... Mauro