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Sociale 3 ottobre 2008 · lettura 1 min · 5628 letture

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Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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A cinquant’anni hai perso il lavoro, una lettera e poi... buio e dolore. La notizia a casa dovrai annunciare, non ti decidi... non sai come fare. Sono finite le tue aspettative Nel tuo futuro non c’è tranquillità. Tasse e bollette bisogna pagare, è finita per sempre la serenità. La banca intanto non può aspettare, il mutuo non intende rinegoziare. Sei troppo giovane per la pensione ma tanto "vecchio" per un’occupazione. Hai lavorato per circa trent’anni, ora ti sembrano sprecati i tuoi anni. Fino a ieri eri giovane e forte, oggi è avversa la tua sorte. Nessuno al mondo ti può aiutare, ti senti adesso in alto mare. Con la tua lettera di licenziamento, sembri una barca sbattuta dal vento.
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Oggi è diventato drammatico il problema di chi perde il lavoro non essendo più tanto giovane. Anche se dotato di professionalità, il licenziato cinquantenne non viene più assunto da nessuno e la sua vita diventa un inferno. Si sente dire che "bisogna inventarsi il lavoro". Di solito chi pronuncia questa frase ha sempre la pancia piena e le tasche ancora più piene e non può capire l’immenso dramma umano che si cela dietro a una "lettera di licenziamento".

L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (3)

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mp47pasquino3 ottobre 2008

Se è poesia verità, faccio i miei più calorosi auguri al soggetto della poesia, capisco tutto per esserci passato e ncora non uscito purtroppo io oltre al mutuo, ho avuto un pesante fardello che ancora incombe, ha tutta la mia solidarietà, auspico e mi auguro che per uscire da questa diffusissima situazione urge fare una sanatoria tombale a tutti gli aventi diritto esclusi i non classificabili, almeno per una volta qualcosa di drastico per ripartire da capo, varrebbe più questo che tutte le sovvenzioni a fondo perduto ai finanziari e agli speculatori, per rimettere l'economia in piedi ci vogliono maniere drastiche e risolutive e la migliore è la sanatoria tombale per tutti i "NORMALI" cittadini.

Giacomo Scimonelli15 maggio 2011

condivisibile il pensiero dell'autrice ...pensiero espresso in versi di poesia ben stilati

Emanuele Martina7 ottobre 2011

altra perla... bellissima, attuale, reale, stupenda per stile e pensiero, i miei complimenti più sinceri!