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Amore 4 ottobre 2008 · lettura 1 min · 2945 letture

Madre mia

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Massimo Lampis 31 poesie pubblicate
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Odio tanto quel mostro, madre mia, perché ti ha portata via da me. Odio tanto quel mostro perché per colpa sua non mi sorridi più d'amore piena. Perché per colpa sua mi neghi i tuoi abbracci che fin da piccino mi han protetto, quando mi regalavi carezze e baci. Baci che oggi hanno il sapor del nulla... Mi lasci solo il rumor del tuo silenzio e le tue labbra non più cercano il mio nome. Odio tanto quel mostro perché non dispensi più dolcezze agli adorati tuoi nipoti, perché come estranei guardi i figli tuoi, perché non cammini più al mio fianco, perché nemmeno più piangi tuo marito morto, perché il nulla riempie la tua vita, perché dirti: "Ti voglio bene" è per te una frase come niente. Ma lo odio soprattutto perché mi nega d'aiutarti, lasciandomi inerme come foglia al vento, lasciandomi solamente il piombar nello sconforto. Odio tanto, madre mia adorata, quel mostro chiamato Alzheimer
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Massimo Lampis
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Commenti (4)

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Rosy Marchettini4 ottobre 2008

Non ci si può permettere di commentare un dolore così immenso. posso dirti, caro Massimo, ti son vicina e pregherò per la tua mamma e per te.

Mirella Selene4 ottobre 2008

Caro Massimo, inizialmente la tua poesia mi sembrava dedicata a una persona che ti ha portato via tua madre... Non avevo capito che era una malattia e ora ti capisco profondamente perché ho passato lo stesso con mia nonna... a ti posso dire ke se anche non ti riconosce piu' rimane sempre una persona con dei sentimenti anche se senza memoria... comunque anch'io ti sono vicina, un abbraccio...

Anna Maria Obadon4 ottobre 2008

La malattia di Alzheimer che corrode la mente di chi ne viene colpito e chi gli sta vicino con amore. Ci si sente impotenti come davanti ad un ciclope dalla forza inumana... e poi vedere attimo, dopo attimo, la propria madre diventare come un strano manichino senza sorrisi o parole fa veramente troppo male, lo so per esperienza diretta. Ritengo, però, forse per tentare di soffrire di meno che nei malati restino delle capacità residue. Prova a stringerla forte e a parlarle a baciarla... forse il suo cervello non reagirà ...ma la sua anima capirà. Condivisa la poesia in ogni sua sillaba... anche se per me è un tema particolarmente doloroso,

Berta Biagini4 ottobre 2008

Parole che segnano il cuore rimanendo incapace di esprimersi.