Il sorriso della sfortuna
Perché guardi la vita di malavoglia?
Parli di nuvolosi orizzonti,
di oscuri cieli...
Ma ti sei fermato mai
a leggere tra le righe il mondo
con gli occhi degli altri?
Pensa ad esempio a chi
delle ruote fa di necessità le sue gambe:
i piedi mai più sentiranno
la rugiada fresca sull'erba,
ma sorridono alla vita...
E chi il sole
mai più potrà vedere?
Mai più ciberanno i loro occhi
con i dolci visi dei loro figli,
ma sorridono alla vita...
Pensa ai poveri barboni,
senza casa, senza letto.
Ma sorridono alla vita,
perché il tetto di stelle che han sulle teste
ai loro occhi è suggestivo
come un quadro di Monet.
Non guardar la vita di malavoglia,
te lo insegna chi
di una vita che vive purtroppo a metà
ne fa un sogno intero
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Berta Biagini5 ottobre 2008
Un grande insegnamento di vita in questi versi da chi probabilmente molto più sfortunato di noi. Letta con vero interesse. Mi sento quasi in imbarazzo a dire che è piaciuta.
Saverio Chiti6 ottobre 2008
credo che semmai avessi dubbi sulla mia vita, questi versi me li hanno certamente dissipati. è un insegnamento a "godere" dei nostri "privilegi" di persone normali e per vedere i "diversi" non solo in modo caritatevole, ma come un esempio di vita. versi che mi hanno senza dubbio fatto riflettere sulla mia "condizione". bellissima poesia.

