Dolore
Claudio Battistella
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Dolore
che nacque
ch'ancor coltivavo,
fanciullo, le mie aspirazioni,
e la lieta coscienza
nei viottoli
andavo forgiando
sospinto da mille emozioni;
dolore
che crebbe silente
a me dentro,
nel tempo che, ameno,
usavo mirando
la luce dei giorni
più vivi, più forti,
ed al mondo ridevo sereno;
dolore
che vile e meschino
si fece vedere
palese soltanto una sera
piovosa
d'inverno, e lo scroscio
il mio pianto non seppe
lavare, amaro com'era;
eppur mai non poté piegare,
dolore,
i miei giorni felici;
mai la più lieta gaiezza
impedì, d'un innamorata
dolcezza; mai intimorì
i sogni leggeri d'un semplice
cuore, recando tristezza.
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L'autore
Claudio Battistella
Commenti (3)
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Mirella Crapanzano5 ottobre 2008
C'è una consapevolezza profonda della vita, vissuta pienamente, in questi versi bellissimi, che infondono serenità...
Marisol585 ottobre 2008
Splendidi questi versi che racchiudono la forza di vivere accettando l'inevitabile dolore che la vita dispensa a ciascuno nella misura in cui ciascuno può sopportarlo. Poesia bellissima.
Rosy Marchettini6 ottobre 2008
Poesia i cui versi pieni di verità e profondi sono stati dettati dal cuore e scritti di getto. Poesia che è un inno alla vita, nonostante il dolore che fa parte di essa. Piaciuta veramente moltissimo ed apprezzata tanto, tanto



