Radice de la razza
Cent’anni so’ cent’anni mica ‘n giorno,
nonna nonna, nonna Parmira bella,
mo t’aritrovi tanta gente attorno,
sei ppiù famosa de la sora Lella.
Quante n’hai viste e quante n’hai sentite,
er vapore e l’òmo su la luna,
guere, traggedie, l’amori e le sortite,
de li ricchi o de chi cerca fortuna.
Fii, nipoti e pronipoti, ammàzza,
semo arivati tutti in de ‘sto monno,
pe’ tte che sei radice de la razza.
Però nun se scordamo manco nonno,
che te st’arimira’ da ‘na terazza,
co’’r Padreterno che je fa da sfonno.
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L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
Commenti (2)
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Berta Biagini6 ottobre 2008
Fa sempre un certo effetto quando si sente parlare di qualcuno che è arrivato alla venerabile età di 100 anni - quante le cose che ci potrebbero raccontare della loro vita, ma sono pochi coloro che oggi starebbero a sentire. Molto piaciuta anche se in dialetto.
S
Sabrina Balbinetti6 ottobre 2008
coglie sempre nel segno il nostro autore dialettale con i soi sonetti... questo dedicato alla centenaria nonna Palmira è una vera chicca!
