Cristallo e Porpora
j’ai cherchè
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Cristallo è il cuore della sorte,
porpora le lacrime della notte,
il buio non mentirà alla mia anima.
Cristallo e porpora in fondo agi occhi,
rimorsi e sogni scivolano tra le mani,
ciò che resta è rumore bianco.
Incantevole ogni mio errore,
lo custodisco come venere nel tempio.
Ferro e carbone, notti arabe e dolore.
Ritorno senza pelle, senza stelle,
la vita è come oceano, scorre via ma resta uguale.
La viltà è fragile cristallo, labile rimpianto,
adesso prova a chiudermi gli occhi.
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