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Impressioni 8 ottobre 2008 · lettura 2 min · 1341 letture

Vado lontano

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Giovanni Robotti 138 poesie pubblicate
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Lenta cadeva la neve, nella grande città silenziosa, mille luci sparse, ci hanno parlato ci hanno accompagnato nelle strade bianche, buie. Calma di una notte invernale tutta brividi, tutta buia e non sapevamo nulla neanche il perché dell'incontro, del nostro incontro. Tutto era semplice come quella neve troppo bianca, troppo chiara, tra mille voci, mille suonu senza ombra di tristezza di presentimento ci prendemmo per mano. Tutto vano, forse, il destino di piccoli mortali nel vortice di una serata di felicità, che tutto dicono che tutto fanno senza sapere il perché. Il domani oscuro forse imprevedibile per quei primi giorni, amaro, che ci fa sentire vivere, la vita inconscia del primo amore, la vita consapevole dell'oggi, quando il sole scende e si rimane a gurdar lontano, si passa a ricordare quelle piccole gioie e rimpiangere tutto, anche se stessi. Il sole ci chiama vuol portarci via, al d là del mare, al di là della collina e vogliamo rimanere come un vecchio albero con le proprie radci la dove non c 'è più nulla. Sentire lontane voci che ci chiamano ma non voler rispondere, paura, presentimento, tristezza, lacrime. Tutto finisce anche il ricordo, perché tutto è insicuro, anche la nostra vita, oggi si vive domani si muore. Perché? Il tempo porta via molte cose anche le più care anche l'amore e tu stai qui accanto a me, ma insicura, forse l'amore ci ha traditi ti amo nella sicurezza del cuore del domani un giorno e tutto passa, lascia nel tempo passato le ore che io ti ho dato, sicura, io me ne vado, lontano i tuoi occhi mi parlano forse più sicuri di te, del tuo cuore. In silenzio lontano nel domani, nella maturità forse ti vedrò, nella volontà, nel sorriso d'un tempo, nel contatto di ieri, ma perché?
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Giovanni Robotti
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