Vado lontano
Lenta cadeva la neve,
nella grande città silenziosa,
mille luci sparse,
ci hanno parlato
ci hanno accompagnato
nelle strade bianche, buie.
Calma di una notte invernale
tutta brividi, tutta buia
e non sapevamo nulla
neanche il perché dell'incontro,
del nostro incontro.
Tutto era semplice
come quella neve
troppo bianca, troppo chiara,
tra mille voci, mille suonu
senza ombra di tristezza
di presentimento
ci prendemmo per mano.
Tutto vano, forse, il destino
di piccoli mortali
nel vortice di una serata di felicità,
che tutto dicono che tutto fanno
senza sapere il perché.
Il domani oscuro
forse imprevedibile per quei primi giorni,
amaro, che ci fa sentire vivere,
la vita inconscia del primo amore,
la vita consapevole dell'oggi,
quando il sole scende
e si rimane a gurdar lontano,
si passa a ricordare quelle piccole gioie
e rimpiangere tutto, anche se stessi.
Il sole ci chiama
vuol portarci via, al d là del mare,
al di là della collina
e vogliamo rimanere
come un vecchio albero
con le proprie radci
la dove non c 'è più nulla.
Sentire lontane voci
che ci chiamano
ma non voler rispondere,
paura, presentimento,
tristezza, lacrime.
Tutto finisce anche il ricordo,
perché tutto è insicuro,
anche la nostra vita,
oggi si vive
domani si muore.
Perché?
Il tempo porta via molte cose
anche le più care
anche l'amore
e tu stai qui
accanto a me, ma insicura,
forse l'amore ci ha traditi
ti amo
nella sicurezza del cuore
del domani
un giorno e tutto passa,
lascia nel tempo passato le ore
che io ti ho dato,
sicura, io me ne vado,
lontano
i tuoi occhi mi parlano
forse più sicuri di te,
del tuo cuore.
In silenzio lontano
nel domani,
nella maturità forse
ti vedrò, nella volontà,
nel sorriso d'un tempo,
nel contatto di ieri,
ma perché?
©
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