Scappo via
Scappo via... Ecco, vedo la strada,
lunga, dritta... tutta mia.
Un ritmo tribale scandisce i miei battiti
Caricandomi di una nuova e strana energia...
Padrona della strada, padrona di me stessa...
Mi sento potente, sono forte e
Non ho paura.
La strada scorre dritta e non ci sono mura!
Ecco sto scappando, ma non fuggo,
sono libera e divento bigama:
sposo realtà e sogno e finalmente
volo... tra le mie amiche stelle
completamente nuda.
Con le mani sfioro Surreale
Luci e volti ignoti e sconosciuti mi circondano.
Sono sola e in compagnia... mi vedo fuori e dentro.
Con i piedi cammino sull'acqua dell'Irrazionalità
Vivo la mia follia
Vivo la vita mia
Ed ecco mi perdo e mi abbandono
Dolcemente nella mia malattia...
E soavemente sussurro:
Addio vita...
Scappo via.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L
Tutte le opere →
L'autore
Lux
" operari sequitur esse"...se è vero che noi siamo quello che facciamo...spero di non creare dispiacere alcuno se ogni tanto oso anch'io fermare qualche pensiero!!!!
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
P
Pontianak10 ottobre 2008
Per essere la tua prima poesia non è niente male, credimi; adoro il tema della malattia, della morte scritto però con dolcezza e semplicità...riesci a creare rime semplici ma efficaci. mi piace...
F
Free7611 ottobre 2008
vivi la tua follia vivi la tua vita vivi te stessa ma non e una malattia non scappare via