Knifecrime
la lama penetra la carne
il cuore arresta il battito
poi solo occhi spalancati ed un fremito intermittente
che conferisce distacco e vuoto al volto
"fanculo morire, non ora, non prima d'aver visto mia madre"
la donna accorre, vede, si nutre di pianto ed odio
cerco d'abbracciarla ma sfugge al tocco
preferisce andar a mangiar la polvere depositata sulla sua vita
adottare il destino acre,
che come l'odor del sangue macchia gli animi.
dormi tranquillo o figlio mio
la dannazione è riservata a colei che odia e non dimentica.
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Commenti (1)
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Mirella Crapanzano11 ottobre 2008
bellissima questa poesia che descrive un orrore che non si dimentica... incisiva, ben scritta, emozionante
