In abito scuro
Giunge vestita in abito scuro,
con tenebro intento a ricoprir di nero
l'aere sazio dell'immane astro
che solerte s'abbandona a divenir rossastro.
Come una dama di gran gala
attira lo sguardo in una sala
così lei incantevole e ammaliante
avvolge il mio occhio fatalmente
e io, che il dì l'aspetto con pazienza,
accolgo la sua ora con riconoscenza.
Mi svesto di ogni dovere
mi alieno dal terrestre volere
per cercar nella sua silenziosa melodia
il sentiero nascosto della mia poesia.
Illuminata da luce artificiale
la vedo schiarir ed è irreale
seguir con mia languida vista
quel chiaro color che l'angusta.
Accompagnato da nettare divino
immagino d'averla vicino
e ascoltando un leggero soffio di vento
tremo al pensier d'averla accanto
ma ammirando un luccichio distante
m'accorgo di quant'ella sia assente.
©
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