Liquor dannato
Davide Cornia
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Quel liquore vergine
Sussurra dalla sua prigione di vetro
E sentendo che alcun uomo risponde
Fermenta e si accorda alla nota giusta
La ragion per cui lo liberai
Ancora mi è vaga
Ma tutt'ora mi diletto a farmi manovrare
Dalle sue onde schiumose
Sono una marionetta nei fili dell'ebbrezza
Più finta e malvagia che vi sia
Il fluido paradisiaco che in vena scorre
storge la vista
mescola i contorni
unendo i colori
Creando un mondo di tanti sapori
E di vaghi desideri
©
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L'autore
Davide Cornia
.Si scrive per incazzarsi col mondo intero o per far la pace e riniziare, si scrive per accusare per implorare e spesso si scrive per amore. Scriviamo e ci sentiamo poeti opinionisti od uno stronzo qualsiasi e certe volte gettiamo, ed altre ci teniamo tutto l'importante in quel momento è averlo scritto. Si
Commenti (3)
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Frammento12 ottobre 2008
...meglio un vago desiderio... che un desiderio sterile... e nel liquore, di sterile non sa esserci nulla... Bellissima...
P
Phersu12 ottobre 2008
Decisamente di tono dionisiaco, molto bella e di grande carattere. Nel tuo stile, bravo come sempre, molto originale questa.
D
Diego Bevilacqua12 ottobre 2008
In paradisi artificiali tutto è più bello Davide... e in quei luoghi puoi liberarti dal reale anche se tutta illusione... per fortuna che c'è questa illusione...

