Rincontrandoci campagna

Te che d'estate
nuda di terriccio
mi ergi il sole
sul giaciglio
d'un vento estivo.
Tu ove nel canto
di un libeccio,
diventi prosa poesia
e la prateria
mia sposa.
T'ammiro nell'ottobre
dove ogni foglia vola,
e ti rivedo ancora,
dispersa
tra lo smuoversi
dei cespugli
e le creste smascherate
che cadon su tela
acre e abbandonata.
Il buio ti vien prima,
ancor più sola sei,
il tuo caldo camino
caccia via il sole;
ma ti rivedo...
e ancor mi piaci!
©
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