Le donne, le donne
Son passati gli anni
Di quella sana incoscienza
Dove il gioco e l'amore
Ti sfioravano il viso
e
Par quasi trasandato
Il tuo modo di fare
ancheggi ancora
Come una virtuosa suora
Perche'
Nella vita hai imparato
Che esser donna
Non significa esser bella
Con quel tuo vestito
Che lascia immaginare
E' quella sensazione
Che accende gli occhi
E fa volar l'immaginazione
Quegli sguardi incollati
Su simili fattezze
Rinnovano quel gioco
Di tante passioni
E per questo
Ancor ora ti sfiori il viso
Per ricordare quel vento
Di sana giovinezza.
©
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L'autore
Gerardo Dadamo
riprendere cio’ che si è lasciati in gioventu‘,cercare di non lasciare spazi liberi per non annoiarmi, vivere al massimo cio’ che mi era stato negato fino ad ora sono le cose che cerco di fare anche se la famiglia mi limita in tante cose. MI PIACE ESSERE CIRCONDATO DA AMICI VERI e vivere con loro i momenti migliori, mi
Commenti (1)
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Paolo Ursaia15 ottobre 2008
Gradevolissima poesia... sensuale, vera, profondamente umana, molto piaciuta
