Inverecondo silenzio
Stellaerratica
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docile attende
un mantra di stelle
vereconde cullano
aria rarefatta ed
innaturale silenzio
tutto tace
immoto fremito
pervade il salice ricurvo
a proteggere il cuore spezzato
di una mamma orfana
docile attende
un mantra di stelle
pudiche stillano
gocce di dolore
in innaturale silenzio
tutto tace
ma il grembo
svuotato
di una madre
attende la sua voce
in una notte
fredda di stelle
l'avvolge
l'urlo straziante del vento.
©
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L'autore
Stellaerratica
Elisa G. è semplicemente la persona che dà voce alle elicubrazioni erratiche. Elisa è un torello sanguigno che scopre tardi la poesia, pur conoscendo l'immenso potere della lingua, soprattutto quella italiana che ama tantissimo. Per una sorta di pudore, non condivide i suoi versi fino a novembre 2007. E da lì l'amore
Commenti (1)
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B
Benito Ciarlo20 ottobre 2008
Apprezzabile l'ossimoro "immoto fremito" - dà quasi l'idea della prima brezza pronta a trasformarsi in uragano. L'urlo del vento che giunge proprio alla fine è di grande effetto.
