Di divino, solo il vino
A te che allegro sgorghi
nelle feste popolari dei borghi
dando un coraggio insperato
al confuso dir di un innamorato.
A te che paziente passione
ti rende pronto in autunno
non prima d'attenta dedizione
del vecchio che non teme affanno.
A te che puoi trasformar in poesia
una fredda notte di malinconia
che riesci a scaldare con stile
una fresca aria d'Aprile.
Al tuo profumo inebriante
che diffonde tra la gente
una gioia manifesta
che tuona il dì dopo nella testa
A te signor bacco
che fai rumoreggiar
e mi piaci un sacco
affido le sorti del mio percepir
per guardar con occhio sincero
il destino d'un sentimento
cancellarne ogni pensiero
senza l'ardore d'un rimpianto.
A te, che tramutato in recipiente
così sincero e genuino
fosti bevuto a nozze abbondante
E come il credo di un bambino
mi convinco finalmente...
di divino, solo il vino.
©
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