La forbice
da est
un vento che puzzava
di guerra e di fame
di pianto e di morte
- perché la sofferenza puzza -
senza scuoter capelli,
né infastidire gli occhi,
scuoteva invece
ogni attimo pensato
ogni immagine lasciata
ogni fendente schivato.
poi il vento cessava
che bella l'aria e il silenzio
della domenica mattina
che ammaliante tepore
il bagno caldo
la cena calda
il piumone caldo
l'ottanta per cento
dei miei fratelli e sorelle
ora non mi vede,
va bene così
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