Barbie e l'osteopata
Zoppin zoppetta un dì
presi l'appuntamento
dall'osteopata del momento
Credevo, o me tapina
d'avere a che far
con la barbina d'un capretto
appesa al viso grinzo d'un'ometto
Invece, e questa è bella
trovai due occhi grandi
e la pelle fresca di una stella.
Si spogli, mia signora
egli mi dice
profumando d'anice
e non di stantia alice
E si, mi spoglio
lenta come la chiocciola
d'estate
cercando di nascondere le carni
e puntare tutto sui soffici capelli
Così distesa sul lettino,
Barbie indifesa fra le braccia di un
bronzo di Riace
temo che mi sconocchi
e chiudo stretti gli occhi
mentre il calore del suo petto
si mescola al mio respiro
timido e teso per dispetto.
Con un rumor di croste
da fare invidia
alla cavallina storna
del Pascoli Giovanni
m'accorgo che il mio corpo
non ha più danni
e volendo al fin fuggire lesta
sbatto la fronte alla finestra.
Gentil il medico mi prende allora per il collo
ma non mi bacia mica
mi mette sol le nuova corna
a mollo
soffocando il riso con fatica.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
A
Angelosilv30 ottobre 2008
una poesia di pur divertimento, con belle immagini comiche. utile per chi deve fare molte visite mediche!
Paolo Ursaia30 ottobre 2008
Divertente... oltretutto, ben scritta. Una ventata si freschezza. Molto piaciuta
