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Spirituali 2 novembre 2008 · lettura 1 min · 4384 letture

Il tuo nome, Cristo

Stefano Acierno 149 poesie pubblicate
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Il tuo nome, Cristo, sorge improvviso come un grido nella mente, spasmo dell’anima, e soccorre, a volte, fra lo strazio che a vivere può coglierti. Lo sanno tutti: eri nudo, lacero, stremato, rorido di sangue. Ti torturarono e ti appesero a un legno ad agonizzare. Eri umano, proprio umano, ma pronunciavi parole incredibili. paradossi sociali, eresie del pensiero che, negli scandali umani, attestavano Dio. Spirasti lì, dissero che eri risorto. La memoria, vivida, sopravvisse. E uomini d’ardire, pensatori e potenti, infimi e preclari, si sono, nei secoli, piegati infine a sperare che quelle tue assurde parole potessero riscattare la propria inanità! (Vidi Majakowskj che, vinto, urlò di risuscitarlo. Osservo Cacciari che, curioso, con acribia ti esamina).
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Rileggo a caso quello che ho scritto tempo fa e ne riesco sempre meravigliato. Come si trattasse di un altro. Nè so dire, poi, se mi piaccia o meno. Si tratta di cose emerse lì per lì e, trattandosi di temi impegnativi, mi rimetto al giudizio di chi vorrà leggere. N: Majakowskj, poeta celebrato della rivoluzione di Ottobre, espresse poi spesso dubbi sull’esito felice di quella storia e in un suo noto poema ("Di questo") affermava di non aver mendicato da Cristo la salvezza, però ne ricavava un malcelato tormento interiore rivolgendosi con paradossale omologazione ad un ipotetico scienziato del futuro che avesse potuto fare un miracolo simile, gridandogli di risuscitarlo per aver egli creduto negli uomini - "non fosse altro perché da poeta io t’ho atteso, ripudiando le assurdità d’ogni giorno!" ...17 aprile 2024
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Stefano Acierno
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Le sensazioni lasciate dai lettori.


Un bel testo da rileggere, (Umberto De Vita)

Commenti (3)

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B
Benito Ciarlo2 novembre 2008

Siamo di fronte ad una poesia davvero importante, dalla premessa al tema svolto con distacco d'osservatore alla riflessione finale in sordina ch'esalta la grandezza della croce e del sepolcro vuoto e rende più umani due "mostri di scetticismo" prossimi alla resa.

Umberto De Vita27 gennaio 2018

Spiritualità pura di un testo dalle forti emozioni. L’autrice non si è limitata a descrivere il solito Cristo sofferente sulla croce, ma ha caratterizzato la sua sofferenza. Ottimo testo.

Ausilia Giordano19 aprile 2025

, ti scrivo qui, forse hai difficoltà ad accedere ai messaggi del Forum, dove ti ho invia ben DUE AVVISI riferiti alla tua poesia: "ZEFIRO" che hai inviato per chiederne la pubblicazione il 7 aprile, e che risulta INCOMPLETA - forse, e certamente, per errore del server. Occorre che tu la cancelli, la correggi e la pubblichi di nuovo, altrimenti resterebbe sempre SENZA PUBBLICAZIONE. E’ capitato anche a me un anno fa, ho dovuto cancellare, correggere e ripubblicare la poesia. .