Piove fuori
Piove sui campi assetati
dilata le vene nella carne
sfalda gli argini la piena
ogni oggetto è al suo posto
dentro queste mura sospese
oltre il vetro lucido le tracce
si scompongono nel fiume
il tuono è una voce distante
nascondo il riflesso nella luce
che penetra nelle spalle codarde
mi sono dileguato nella tristezza
ma l'acqua scorre malgrado il pianto
aspetto una nuova alba furente
un fuoco che sciolga il gelo di marmo
aspetto che un sogno mi risvegli
parlerà ai cumuli di pietre
sarà il fiato dal ventre terrestre
e una rosa pulsante batterà
sentirò il tuono dentro di me
e l'acqua non farà più paura
scardinerò le finestre disperate
e sarò libero oltre l'aria che m'invade
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Commenti (3)
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Mirella Crapanzano5 novembre 2008
In questi versi di malinconia c'è il desiderio di vita che s'affaccia prepotente... una nuova alba furente... un sogno che possa dirompere la tristezza e scardinare ciò che non ha più vita... bellissima
S
Sabrina Balbinetti5 novembre 2008
l'autore riesce a farci amare anche la pioggia... con i suoi meravigliosi versi
Angela6 novembre 2008
La pioggia distrugge tutto con violenza. Ma esiste sempre la speranza di una rinascita che riuscirà ad imporsi con forza e fatica e cancellerà ogni devastazione.

