Società perduta
Vorrei poterti ricordare ancora
semplice e casta, proprio come allora;
per vecchia e rozza che ti han definita,
donavi a tutti, un'allettante vita.
Sorrisi veri dispensavi al mondo,
gaiezza pura e gran spensieratezza.
Com'era bella e lieta la tua gente,
semplice in cuore e vera nell'amore.
Rimpianto e rabbia affiorano, sovente,
negli intricati labirinti della mente
che, disperatamente, cerca sobrietà,
nella fallace, moderna società.
Tutto permesso,
tutto ci appartiene,
nessun discorso ormai,
piè saldo, tiene.
Escluso il dubbio,
il mondo cambierà
e autentico, l'amore, trionferà.
©
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Commenti (1)
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Osvaldo Spizzirri5 novembre 2008
Lamento affidato al vento... perché nessuno lo sente ...anzi è categorico non sentire, la cosidetta globalizzazione, di cui follemente siamo costretti ad amare... per restare al passo coi tempi, della cosidetta era moderna o tecnologica... in questo nuovo e frivolo mondo che ci hanno costruito e a cui noi solertemente contribuiamo... ci hanno fatto dimenticare l'essenza della vera vita .fatta di ingenuita e amore, dove la fiaba prendeva forma e il cuore si apriva alla natura e ai suoi colori il tempo scorreva lento senza fretta e si diceva domani è un altro giorno... io ci sarò e tutto ricominciava. l'uomo scriveva la sua storia... peccato adesso ce la scrivono...! bella ...