The love odissey
Sono un emerito stupido, figlio indegno della notte, come un mulo scalpitavo all’idea di innamorarmi, e proprio ora che mi sono innamorato non so come comportarmi…cos’è giusto e cosa no, cosa mi rende innocuo e cosa mi fa sentire un leone, cosa mi uccide e chi mi fa resuscitare…una donna capace di farmi piangere e gioire, sognare e tradire, amare e repentinamente distruggere.
Chi sei, che vuoi o fanciulla padrona del mio pensiero, sovrana della mia mente e giullare della mia luxsuria…come un trabocchetto mi inganni, come una chimera mi affascini, come una droga mi mandi in delirio. Perché tu donna e io uomo, perché tu paglia ed io fuoco…le fiamme della passione divampano, come nuvole nell’aria si espandono; e tu…fredda come tomba, gelida più del gelo, sfidi il canone e resti li come essere inanimato, inconcepibilmente estraniato dalla realtà. Ancora io, sempre nascosto dietro mura di incomprensioni, sotto macigni di emozioni, restatemi dentro come dinamite inesplosa; è ora di cambiare, il tempo bisogna arrestare, riflettere per poi ricominciare involontariamente a sbagliare. Mi sento affetto da una malattia chiamata amore, da quel qualcosa che ti stupisce tradendo promesse e confessioni, trasformando tutto in tragiche conclusioni.
Sento i suoi passi che, leggiadri, danzano al battito del cuore. . . ti fermi pensando che così non riuscirai a provocarmi dolore, quindi la danza si trasforma in vendemmia energica mentre le lacrime nascono dagli occhi e come cascate si infrangono sulle mie labbra dove vengono investite dall’ultimo raggio di luce…insoddisfatta del tuo operato mi siedi accanto stringendomi forte la mano, e guardandomi fisso negli occhi mi dici sorridendo: ne ho abbastanza!!
Da deserto il mio corpo diventò iceberg, da vigore il mio cuore diventò trapasso…da vita passai ad esistenza…da esistenza a semplice essenza…da essenza a inutile presenza!!!
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