Solito sabato sera
Quadrati di porcellana.
Attenti, curiosi, saggi
Mi osservano nascondere il mio volto
dietro veli impalpabili
guardiani della mia esistenza,
Solo, osservato da cent' occhi
che ingordi assaggiano,
centellinano
inghiottono.
Farina sporca e preziosa e sterile,
svuotante visceri e identità,
spacciatrice di nuovi volti.
DI rabbia, insicurezza, vendetta.
Riccioli di fumo bianco
tessono la rete del mio futuro.
Mattanza di vita.
E già l'angoscia sale.
Le mani trepide
cacciano il piccione viaggiatore,
che celere e innocente tornerà,
combattendo nella notte, col becco pieno.
Di menzogne.
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Commenti (2)
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Fiorellam19 novembre 2008
l'angoscia che sale è forse quella di un'anima esposta alla stupidità e alla velocità del mondo d'oggi... che non ha tempo e neanche vuole averne per fermarsi un attimo a guardarsi, capirsi, farsi capire e soprattutto amare di un amore vero, nudo, totale...
B
Benito Ciarlo19 novembre 2008
Le volute di fumo e la farina sporca preziosa e sterile sono sipari che celano fantasmi e drammi che riguardano il protagonista e tutti quelli che lo circondano, un moltiplicarsi di angosce che annientano. L'unico indenne è quel piccione viaggiatore dal becco pieno, satanicamente pertinace, che continua a blandire chi vorrebbe liberarsi da questo giogo.
