Davanti alla morte
E' l'alba, e in tutte l'or
codesta è più bella,
non v'è mortal che vede
il peccato;
l'avvento del giorno
cader lo vedrà.
Ogn'essere ha in petto
del simil l'amor
che tosto a mancar
non tarderà.
Poi, il giorno vi giunge,
l'invidia si spande
e con essa le mille
stoltezze di quei
che, ignaro del fato
cui il cielo ha donato,
si erge padrone
per forza e virtù.
Ma, quando la notte
risuona d'un grido spettrale
ognuno rinnega
il tempo che fu;
non v'è padrone
dinanzi alla morte,
non v'è padrone
che cambi la sorte!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!