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Donne 22 novembre 2008 · lettura 1 min · 6173 letture

L' ultimo cassonetto

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Schifano Alessandro 47 poesie pubblicate
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Ho gettato la tua vita in un cesto per rifiuti perché non si sapesse d'esser stata madre; perché non si vedesse la vergogna d'un amore inciso e poi tradito. Non ho speranza d'un domani migliore; non v'è domani del domani peggiore. Perché, mio Dio, ogni istante, ogni ora, ogni giorno, risuona nella mente quel pianto? Risuona, risuona incessantemente, come se lo vedessi, se l'avessi accanto! Perché non poni fine al mio dolore? Non sono forse indegna d'appartenere a questo corpo? Non ho saputo vivere; non ho saputo dare amore! Pregherò, pregherò ogni istante del mio tempo perché purificata la mia anima giunga al Tuo cospetto. Ormai non ho speranze, nè più ardori né bagliori, l'unica certezza l'ho seppellita un giorno tra le lacrime d'un antico cassonetto!
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Schifano Alessandro
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Commenti (11)

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Berta Biagini22 novembre 2008

Crudi versi che lasciano il segno- grande il rimorso che si legge. Molto molto sentita.

B
Bendanti22 novembre 2008

mi ha colpito il collegamento tra il tema proposto e il contenuto della poesia... mi ha sorpreso e fatto riflettere... bella. grazie

Antonio Biancolillo22 novembre 2008

Versi molto duri che fanno riflettere su questo aspetto del tema. Piaciuta molto

A
Anfra23 novembre 2008

Colpisce, prende, si sente, è musicale, bella veramente, mi è sembrato per un attimo essere quella madre con tra le mani il pianto di un figlio strappato alla vita.

Clelia Maria Parente23 novembre 2008

L'amaro rimorso di una madre per non aver saputo amare il frutto dell'amore buttato via per non essere additata dalla gente... dura e straziante poesia che emoziona e fa riflettere. Apprezzata

Lina Maria Cino23 novembre 2008

Un aspetto diverso di narrare il cuore di madre, purtroppo, nella realta accade, gettati nel cassonetto il proprio delitto e l'anima . versi duri che fanno riflettere e ci addolorano, par quasi di udire quel pianto d'innocente e il rimorso di quella sciagurata madre.

V
Veritasvera24 novembre 2008

Una poesia che lascia l'amaro in bocca al pensier di quel figlio buttato in un cassonetto eppure era una vita... capisco i rimorsi, ma un gesto così è imperdonabile. Una mamma affronta tutto per il proprio figlio, non se ne libera come fosse spazzatura... triste realtà. Eppur succede! Fa riflettere

Cuccu Anna Maria27 novembre 2008

Poesia profonda che fa riflettere. Senso di colpa per aver gettato via la propria creatura in un cassonetto della spazzatura, rimorso per il gesto compiuto che la segnerà per sempre. Questa madre non è l'unica colpevole del misfatto. Anche il padre che ha rifiutato la creatura è colpevole, così come è colpevole quella società piena di pregiudizi e che è capace solo di additare e condannare e quasi mai di comprendere. La disperazione e la paura di essere giudicate porta alcune madri a compiere gesti disperati che forse non ci sarebbero se soltando ci fosse più comprensione e solidarietà. Molto piaciuta.

C
Carmen Di Lorenzo27 novembre 2008

Il rimorso stesso, assolve. A mio modesto avviso. E pur toccando il dolore, questa poesia, posso ben dirlo, che è scritta con armonia, tra l'emozione e la parola, nessuna crepa. Piaciuta.

Veleno1 dicembre 2008

Drammaticamente bella, versi crudi di attualità sempre piu' manifesta. Piaciuta moltissimo

M
Maria Rosy25 marzo 2010

quante brutte "cose" fa della vita una angosciosa esistenza. Affrontarla senza compiere gesti folli è riconoscersi come esseri umani La follia di un'istante la paghi tutta la vita è questa si paga amaramente e non ha perdono peggio ancora non perdoni te stessa Amara dolorosa realtà in questa cruda eppur splendida poesia