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Sociale 23 novembre 2008 · lettura 2 min · 1688 letture

La giusta ingiustizia

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Schifano Alessandro 47 poesie pubblicate
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Signor Procuratore ho amato questa vita; studiavo da dottore e lei me l'ha rapita volevo diventare un padre di famiglia; stasera andando a casa abbraccerà sua figlia? Signori della Corte, che condannate a morte la libertà innocente di questo maldicente; se avesse confessato in pubblico e in privato non ci sarebbe colpa, l'avreste scagionato. Signor Procuratore la vede questa cella? Se fossi un assassino sarebbe anche più bella. Ma chi glielo fà fare di ammettere un errore se poi la sua famiglia si macchia nell'onore? Signori della Corte avete il mio rispetto se fossi donna mi portereste a letto, ma io son nato uomo e questo non fa effetto, qualcuno pagherà questo mio difetto. Signor Procuratore amavo questa vita, adesso per errore sento che è finita; mi toccherà affrontare tutta questa gente con la condanna a morte d'esser maldicente. Signori della Corte, che avete patteggiato il più grave dei delitti che sia stato confessato, chiedetegli a mio padre se è fiero dello Stato, la sua risposta è al collo: un uomo si è impiccato!
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Schifano Alessandro
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Commenti (4)

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mp47pasquino23 novembre 2008

Poesia che contempla e fa' notare una grave tragicità, mette a nudo alcuni valori che sono vanto di bacchettoni e malversatori dell'altrui libertà che antepongono i loro biechi modi di vedere e pensare facendosi scudo e vanto della legge, di una legge senza umanità dove è più importante il perdono che il giusto riconoscimento della pena... Spero sia frutto di immaginazione perché mi ha coinvolto abbastanza questa poesia che colpevolizza ed evidenzia un certo modo di pensare e di agire... comprendo e al disagio.

B
Bendanti23 novembre 2008

poesia molto bella. si intravede la capacità dell'autore di mettere in evidenza un tema così delicato( come un errore giudiziario può compromettere la vita di ognuno di noi) attraverso un linguaggio di facile comprensione

Rosy Marchettini23 novembre 2008

Bellissima questa Ballata sulla giusta ingiustizia Se fabrizio De andrè l'avesse letta, l'avrebbe di certo cantata! piaciuta imensamente Applausi, Alessandro, da questo gran teatro

Antonio Biancolillo23 novembre 2008

Una giustizia che si fa scudo della legge della giustizia... possono fare qualunque cosa ...in nome della giustizia ...ma poi ecco il tema sviscerato in modo esemplare dai versi di questa poesia. Molto apprezzata.