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Famiglia 26 novembre 2008 · lettura 1 min · 1216 letture

Padre, perché?

D
Desy 1 poesie pubblicate
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Padre, perché, mai ho potuto nominare il triste tuo nome, Senza che una sola fitta di lama non mi trafiggesse il cuore? Senza che una sola lacrima non mi bruciasse il viso? Senza che un solo fremito d'odio non scuotesse la mia mente? Perché contaminasti la purezza, con la tua putrida violenza? Padre, il mio cuore trafitto, è la tua maledetta eredità, Padre, il mio viso bruciante, è la tua sbiadita fotografia. Padre, la mia mente è scossa, dal tuo vibrante, odioso ricordo. Padre, perché non potevi essere un semplice padre come tanti? Perché hai inflitto una simile umiliazione alla mia famiglia? Perché, perché, tanto dolore nel mio tradito cuore di figlia?
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Vorrei che queste parole giungessero a mio padre, anche se nel cuore so che sta già soffrendo per ciò che ha fatto... Ed è giusto che sia così, perché ha avuto il potere di generare la mia vita, ma anche quello di distruggerla...

D
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Desy
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Commenti (3)

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Berta Biagini26 novembre 2008

Disperazione, rimpianto in questi versi che entrano nell'anima facendoci soffrire - domande in attesa di risposte che mai giungeranno. Quanti i piccoli, poi adulti stanno vivendo su questa terra questa esperienza, perché perché?.

Ernesto26 novembre 2008

davvero una poesia triste... ma quello che viene dalla polvere è polvere... e quello che viene dallo spirito è spirito... quindi la polvere può sbagliare... lo spirito mai... comunque... Bellissima...

M
Mariasilvia26 novembre 2008

Quanta disperazione ha un cuore che non è amato per quello che gli è dovuto. Saper donare amore a volte è difficilissimo, o si sa dare o no. Non ci sono compromessi. Intensa e cruda con tanti ma e perché ancora e sempre forse... Scritta molto bene.