La battona
Sono una battona,
non fui mai
una gran signora,
se signora definite
chi non fù mai meretrice.
Mi promisero lavoro
e mi diedero ristoro.
Non per scelta
o per passione;
fui costretta
a vocazione!
Mi disprezzo nell'aspetto,
cambio molte volte letto;
a onorevoli e ministri
io rallegro i cuori tristi.
Poi di giorno in Parlamento
s'alza in coro un gran lamento,
chi di notte mi vuol fare
un decreto vuol salvare.
La morale va difesa
mi propongo parte lesa.
Avvocato, mi perdoni,
sono io che l'ho accusato!
Che ci faccio in questo posto?
Non son mica l'imputato!
Anche il giudice disdegna,
ma il prestigio va salvato;
se dovessi condannare
chi di colpe s'è macchiato,
non ci sarebbero elettori,
non ci sarebbe più lo Stato!
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Commenti (3)
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Paolo Eroli28 novembre 2008
Parole sante... x lo meno ...loro hanno una dignita'...si fa per dire, da difendere... quanti altri fanno meretrici ...senza un senso di vergogna istituzionele... direbbe Banfi? x lo meno con cose loro... le suddette... Bella!
Rosy Marchettini28 novembre 2008
Versi pieni di ironia, molto pungenti e pieni di verità! Sembra una ballata di Fabrizio De Andrè! Piaciuta moltissimo ed apprezzata tanto, tanto
Rasimaco29 novembre 2008
versi stupendi a cui fa da sfondo un'ironia sottile... quante persone riuscirebbero a non rientrare in quella cosidetta "categoria"? sempre che oggi possa essere un dispregiativo l'appartenervi... io sono un pessimista... molto molto apprazzata


