Anima innocente
Ninetta Ciminelli
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non c'è speranza
né forza per chiamare gli dei
illusioni di giorni miei,
a guardare i vetri
e le rose senza foglie
mai verdi cadute dal ramo
non c'è grido che investe
l'anima che dorme distratta
dagli incubi maestrali
scortesi,
nella notte solitaria e attenta
non c'è mano che tocca
il mio respiro che geme
si strazia fino all'ultimo
non so se sono alla nascita
o alla morte
non c'è speranza
ne forza per chiamare gli dei.
lascio a voi
il sole
il canto e il suono all'alba
percorrere i muri assonnati e colmi
di muschio
l'odore sale festoso e richiama alla vita
©
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L'autore
Ninetta Ciminelli
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