Spigavano gli orizzonti
Spigavano gli orizzonti
tra le ciglia socchiuse
le distanze troppo vicine
troppo presenti
mutavano
l'infinito
un luogo solitario
nel borbottio della minestra
nei conti di mio padre
nei silenzi di mia madre
infanzia fuggevole
le distanze tra le ciglia aperte
in una stanza d'inverno
troppo assenti
spigano
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Commenti (2)
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Mirella Crapanzano29 novembre 2008
una poesia che è luogo solitario d'anima, perché aperto ad orizzonti altri, lontani da quelli dell'infanzia spensierata... versi stupendi, raffinati ed eleganti
G
Gabriella Cantoni30 novembre 2008
Originale e liricissima questa poesia di ricordi; molto bella e suggestiva la metafora degli orizzonti che spigano
