Il Viaggio Di Thanatos
E Thanatos passò.
Tacque anche il silenzio
al crudo e flebile tocco.
S'affacciano ai balconi,
cantano nei venti,
cullano mari bianchi.
S'agita la rossa foglia.
Ella cade.
Sul suolo solo un'ombra.
Confetto di nera meraviglia.
E Thanatos colpì.
Si oscura anche il sole
sullo sguardo dell'eclisse.
Plutonico è il meriggio,
che oblia l'utopia
delle pudiche esistenze.
E' color cremisi questo cielo.
Piove fango.
Emblema ininterrotto,
soffia polvere il coraggio.
E Thanatos ruggì.
Immerso in solitudini
si perde in balia dell'infinito andare.
Sull'orlo
del pontile della vita
cade l'ultimo respiro.
Lo insegue a mano aperta
Cadendo sugli scogli.
Si sperde in ampi solchi
e in labili ombre d'oro.
E Thanatos sparì.
Sorge la luna in un nero orizzonte
danzando su colli senza spazio.
Thanatos tesse le sue tele
con nomi da raccogliere
e vite da rubare.
Sotto mani fatte d'acqua
spegne fuchi d'ira.
E' Thanatos che urla ad ogni viaggio.
" Siam soli anche alla fine. "
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Commenti (1)
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Antonella Borghini Anto Bee30 novembre 2008
decisamente una poesia non comune, dove, sia i significati che le parole, con piacere invitano alla lettura. Molto piaciuta
