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Impressioni 1 dicembre 2008 · lettura 1 min · 4250 letture

IL cieco di Hiroshima

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Schifano Alessandro 47 poesie pubblicate
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Non ho più occhi per guardare, un accecante lampo li ha portati via; l'ultima cosa che ho veduto è stato un grande fumo nero, colmo d'anime straziate s'alzava fino al cielo. Sono solo tra pioggia di cristallo e cadaveri d'uranio. "Mio Dio! Che cosa abbiamo fatto?" Risuona dallo spazio un grande pentimento; in un solo istante migliaia di persone si son dissolte in polvere, si son mutate in vento! Ma, com'è natura umana, ben presto si dimentica l'inferno artificiale; si procede per la gloria, si procede per la fama ad un altro esperimento. Bisogna dimostrare la potenza d'uno Stato ad un inerme popolo dagli eventi già prostrato! Per non correre rischi che qualcuno sopravviva e, quindi, si prolunghi l'umana sofferenza, abbiam raccolto a corte le menti più fruttuose, abbiamo potenziato le bombe delittuose. Ormai non vedo più da tanti anni, non so se fu disgrazia o fui miracolato; se la vista ti costringe ad un simile reato, non ebbi mai rimpianti per esserne privato!
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Schifano Alessandro
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Commenti (5)

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Bendanti1 dicembre 2008

Poesia che evidenzia gli orrori della guerra e si gioisce per essere ciechi piuttosto che vedere le crude atrocità.Molto bella!

Berta Biagini1 dicembre 2008

Crudi versi che fanno desiderare quello che di più brutto ci può essere nella vita. Molto molto sentita.

Lina Maria Cino1 dicembre 2008

Lirica bella straziante e vera, ancora oggi bollettini di morte e di sofferenze per gli innocenti, pare che la cecità sia il male di chi dovrebbe operare per la pace, poesia abbracciata in ogni verso.

Cuccu Anna Maria2 dicembre 2008

Una grande tragedia dovuta al desiderio di potenza e alla barbarie della guerra. Tantissime vite umane cancellate, e ancora ne sta cancellando perché gli effetti di quella bomba stanno producendo ancora danni per i sopravissuti all'olocausto per via delle radiazioni. Poesia profonda che deve farci riflettere. Molto piaciuta,

Rasimaco2 dicembre 2008

bellissima poesia contro ciò che l'umana genia ha saputo ideare, costruire e poi... miseri noi! usare... ho da sempre sostenuto il rispetto se non dell'uomo almeno della natura... perché essa é patrimonio di tutti, dei nostri avi, nostro e di quelli che verranno... poesia che merita un plauso perché non urlata con acredine, ma dettata dall'amarezza...