Mio padre
Lentamente porti le tue braccia stanche
sulle ginocchia ossute
il tuo corpo sembra chiudersi
come una conchiglia.
Ti spingo sulla sedia a rotelle
con la breve consolazione
di sottrarti a questo enorme sforzo.
Sento il tuo dolore e le tue pene
nelle mie ossa.
Aiuto questo corpo fragile
che racchiude un'anima senza confini.
Un'anima che sento come il vento:
libera.
Un'anima che sento vicina, forte,
capace di affrontare ogni sfida
anche la più crudele.
Capace di amarmi, proteggermi
capace di sopravvivere alla morte
per dialogare ancora con me
con la mia voce e il tuo amore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!