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Sociale 4 dicembre 2008 · lettura 1 min · 4008 letture

Clandestini

Klem D' Avino 15 poesie pubblicate
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La vecchia carretta di mare col pieno di carne umana comincia lo stanco arrancare con meta la riva lontana. Va alla deriva tra gli alti flutti con la stiva piena di sogni distrutti. Scappano dalla guerra con la morte nel cuore scappano da una terra dove si mangia dolore. Affrontano il mare per dare ai figli un futuro d'amare. Ma i nuovi confini hanno fragili appigli e i loro destini sono segnati da chi non fa altro che chiamarli clandestini.
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Klem D' Avino
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Commenti (5)

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Lina Maria Cino4 dicembre 2008

Nella speranza di un mondo migliore affrontano i perigli del mare, cuore forte come leone in nome della'amore lasciato in terre amare,, parole che ti scaraventano sul quel barcone a condividere le ansie la paura dell'incerto appiglio del domani, versi toccanti, che l'utore traduce in poesia, grazie.

C
Caterina Viola Scimeca4 dicembre 2008

Bravo! Bella poesia! Un tema forte, scottante! Un problema attuale che tocca la coscienza di tutti.

Rasimaco5 dicembre 2008

quanti sguardi ho visto nei cui occhi leggendo sul fondo ho trovato speranze e sogni spenti, spenti dall'indifferenza... poesia splendida, su di un tema che scotta e davanti al quale posti tanti nascondono il capo per non vedere...

Antonio Biancolillo5 dicembre 2008

Si muore e muoiono questi occhi che cercano la spernza di un nuovo domani... Tanta è la loro disperazione che non si curano dei pericoli che dovranno attraversare... Bella

Rosy Marchettini13 dicembre 2008

Ho vissuto in Senegal, Mali, Niger e Sierra Leone oltre che a Rio de Janeiro per lavoro, ho vissuto le loro anime stanche, i pianti silenziosi, ho pregato con loro per un mondo migliore, ho asciugato il sudore di uomini stanchi. Se una persona non vive un popolo mai lo potrà comprendere. Clandestini sono loro... clandestini siamo stati noi e lo siamo perché ancora cerchiamo in altre terre chi può comprendere i nostri cervelli (sperimentatori e ricercatori scappano dall'Italia) Vogliamo proteggere una terra che consideriamo solo nostra non sapendo che la terra è di tutti, forse dovrebbero migliorare le leggi... ma questa è un'altra storia... Piaciutissima apprezzatissima, entrata nelle vene, fermata nel cuore