Matto
Danilo Lambiase
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giorno per giorno
notte dopo notte
all'alba,
al tramonto,
sono solo
rinchiuso nel mio recinto
guardo la gente che mi gira intorno,
milioni di parolE riempiono questo mondo
la gente mi guarda,
ma nessuno mi vede veramente
cammino per le strade,
SOLO come un gatto,
per tutti io sono semplicemente il matto;
vado assecondato,
sono malato;
io sento la vita,
sento la natura,
io non ho paura;
non mi piace quello che vedo,
vedo l'ipocrisia,
tanta gente che nuota nel mare della bugia;
preferisco il mio
di mondo,
io sono libero e leggo nel profondo,
io sono... e basta
io vi guardo dall'alto,
e voi...
continuate pure a chiamarmi
matto.
©
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L'autore
Danilo Lambiase
la storia che state per leggere e’ un racconto molto personale, vi sto per raccontare il giorno del mio funerale , ricordo chiaramente il ronzio della gente il profumo dei fiori e tutti quei non rumori, ricordo che osservavo dall’alto seduto su di una nuvola il volto in lacrime di mia madre
Commenti (2)
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Christian Valentini11 dicembre 2008
Ti ha ispirato la canzone The fool on the hill dei Beatles? Anche quella canzone tratta lo stesso tema della tua poesia
Berta Biagini11 dicembre 2008
Perché additare sempre una persona con questo aggettivo, ma lo conosciamo veramente il significato?. Fa male al cuore solo nominarlo. Versi molto molto sentiti.


