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Amore 7 marzo 2006 · lettura 1 min · 2282 letture

Dolce di lei

J
Johnny Caspar 58 poesie pubblicate
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Dolce di lei mi lusingo, Ma a colpo il seren ragionare Gli argini annega e distrugge Sì che al viso le mani mi premo, mi consumo in me stesso, e il dolore all'addome è ferino, che agita agita e accende, ma non ha niuna sponda, nell'isterico immobile affonda, e non s'ode il profumo di lei, il di lei ragionare a te attorno. E l'ore mi paiono giorni, sì che il tempo non corre, e la sera s'appressa, e la notte mi è male. Quanto vero è l'amor Se ti brucia sugli occhi! E mi osservo riflesso, disconosco il mio scudo, che tipo non fui che si perse in sospiri! Eppur entro mi rode, e non piango e non rido sì che manca il respiro, si pur manca lo smalto a 'sti versi gittati, sì che fame non sento, e aspettando, dispero.
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Commenti (2)

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I
Il Crudo21 marzo 2006

vieni direttamente dal '300 o scrivi sotto l'effetto di qualche stupefacente? però..., e aspettando, dispero... non è poi male.

J
Johnny Caspar23 marzo 2006

Stupefacenti. Certo Se la leggi veloce suona quasi bene: mi difendo col fatto che l'ho scritta in pochi minuti, di notte e stavo preparando un esame su Slataper, tipo futurista, che per rigetto mi ha fatto scrivere questo pizzone medievale