Attimi di fragilità

In una notte d'indaco tetro
e cupo implodere di stelle
rinchiuse in bottiglia
come fantasmi danzanti,
le mie angosce
vorrei catturarle
costringerle a parlare
tra matita e foglio.
Mi sento come persa
dentro un ascensore
claustrofobico di umori
senza equilibrio
senza percezione
di limiti o grandezze
e mi misuro cercando
metri in altre vite.
Pieghe di inquietudine
da un letto bambino
in una stanza di Harlem
che mi batte nel cervello.
Mi specchio in occhi passati
conosciuti da sempre
e mi scopro ingessata
in ruoli ripetuti
come schizofrenica attrice
annoiata da se stessa
non mi so più sostenere.
Prigione dorata
dove non trovo me
sono piccola e inadeguata
con aspettative immense
e idealismo ribelle
ed esasperato fuori luogo
che si scontra col vero
di chi vuol lucrare
sulle mie emozioni.
Urla la rabbia
attonita e silenziosa
mordendo le coperte
in una notte qualunque
in attimi di fragilità.
©
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