La panchina
Il rumore delle foglie
invade il tramonto
il giardino degli argenti
si spoglia dei berretti
vecchie scarpe di pelle
volano verso i fuochi
un cappottino rosso
affretta piccoli passi
rincorrendo un piccione
ridono fessure d'occhi
tutto il resto è lana
anni distanti per mano
sulle corse d'estate che sarà
sui passi lenti inevitabili
dell'inverno che verrà
seduto in quest'autunno
resto a chiedere al falco
che lacera un cielo di storni
un posto in questo giardino
©
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Commenti (2)
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Mariasilvia13 dicembre 2008
Un percorso che va dall'infanzia in "avanti".Bella poesia. Molto mirata la chiusa ed il titolo. Apprezzata tanto!
Antonio Biancolillo13 dicembre 2008
Tenerissimi versi che lasciano dolcezza nei pensieri... ricordi passati ...fino ad oggi... in attesa ...su di una panchina... Molto bella.
