Nella luna mi distendo: aspettando che passi il Natale
Elisa G. è semplicemente la persona che dà voce alle elicubrazioni erratiche. Elisa è un torello sanguigno che scopre tardi la poesia, pur conoscendo l'immenso potere della lingua, soprattutto quella italiana che ama tantissimo. Per una sorta di pudore, non condivide i suoi versi fino a novembre 2007. E da lì l'amore
Commenti (4)
Versi che pungono come spine di rosa, proprio come il natale: una rosa di festa resa spinosa dalle nostre bramosie... Molto apprezzata! Splendida!
Quanta verità in questi versi... il Natale ha tradito le sue origini... la corsa agli acquisti pare diventata l'unica preoccupazione di una società malata che dice di essere credente."e cerco per l'animo un angolo cheto..."Ardua impresa... difficile trovarlo, se non nel silenzio e nella contemplazione.
Già il titolo è poesia... si aspetta la fine di una festa che, per molti oggi, ha poco del significato originario... in questi giorni, dedicati al solstizio invernale, nascevano gli dei, la rinascita di un nuovo mondo, di una nuova alleanza di pace...
Quartine, che graffiano con la loro asciutta eleganza, con la verità che traspare dall'essenzialità realistica dei versi. Molto piaciuta



